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Sarajevo è ospitalità, cibo e cultura

Sarajevo è una scoperta, un mix culturale di persone di varie etnie che da secoli si combattono questa piccola grande città in mezzo alle montagne Bosniache.

La strada che ti porta a Sarajevo (proveniendo da Belgrado) è molto particolare, tra canyon e gallerie senza illuminazione, sotto il sole a 38° di Agosto. Fino all’ultimo km non la vedi, perchè è nascosta, accerchiata da montagne verdi e rocciose.

Una città che ancora oggi porta i segni della guerra, sono stati lasciati i muri con i fori di proiettile e le granate lanciate lungo le strade. Forse per sensibilizzare? O forse perché comunque non tutti possono permettersi di ristrutturare un intero palazzo?

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Arrivato nella capitale della Bosnia Herzegovina, mi trovo subito in difficoltà, la nostra Guest House non è su Google Maps (ora l’ho aggiunta finalmente), mi fermo in un incrocio e subito un ragazzo mi viene incontro chiedendomi se avevo bisogno, mi aiuta con le indicazioni e mi trova subito la guesthouse. Già qui siamo stupiti per quanto siano cortesi, in italia probabilmente mi avrebbero mandato a Canicattì.

Arriviamo alla Guesthouse che sembra veramente carina, piu che altro la posizione è ottima a 10 minuti dal centro, davanti a noi vediamo la biblioteca nazionale. Pagata una sciocchezza 22€ a notte in camera doppia ma con bagno in comune  (con un altra sola camera)

Possibilità di parcheggiare davanti a casa, tranquilli la macchina è al sicuro, e con un supermercato li vicino.
Offrono infatti la possibilita di utilizzare il frigo, fornelli e microoonde, oltre che caffé solubile sempre disponibile.

Potete prenotarla tramite Booking.com

banc325a 300x149 Sarajevo è ospitalità, cibo e culturaArrivati a Sarajevo finalmente, ci troviamo proprio sopra al centro storico dove c’è la città vecchia. Andiamo prima alla ricerda di un ATM per prelevare un po di Marchi Bosniaci. [Ad oggi un marco corrisponde a 0,50€) e poi cerchiamo anche una SimCard che ci permette di avere internet sul telefono e gestire bene sia gli spostamenti nella città, approfondire la storia della capita e i successivi giorni, utilizzare il telefono per le mappe e spostamenti in tutta la Bosnia.

Mi ero informato sul sito http://prepaid-data-sim-card.wikia.com/wiki/Bosnia_and_Herzegovina dove si possono trovare tante informazioni, non solo per la questo stato, ma anche per tutti i restanti paesi europei, con pacchetti turistici e tradizionali.

ULTRA TOURIST PAKET 2 web 276x300 Sarajevo è ospitalità, cibo e culturaULTRA TOURIST PAKET 1 web 276x300 Sarajevo è ospitalità, cibo e cultura
Io ho scelto BH Telecom, che ha due offerte

  • Ultra Tourist 1: 15 GB e 5 KM  per le chiamate e SMS: 2o KM (10€)
  • Ultra Tourist 2: 30 GB e 10 KM  per le chiamate e SMS: 40 KM (20€)

Ho scelto ovviamente il primo, e ho messo la seconda schedina nel mio Xiaomi MI6, ho provato subito e potevo utilizzare la tariffa anche come HotSpot, potete acquistarla in tutte le edicole (vedrete il logo).

Scesi nel centro storico, durante la ricerca dell’ ATM, eravamo gia rimasti molto stupiti dalla bellezza e dalla caratterizzante architettura della città vecchia.

Ovviamente il turismo c’è, siamo ad agosto ed è normale, ma è cosi eccessivamente distrurbante.
Noi abbiamo anche beccato il Sarajevo Film Festival e la sera la città soprattutto nella parte nuova, era bella popolata.

Cosa vedere a Sarajevo?

Durante il nostro viaggio non ci eravamo fatti un programma molto vasto, un po perchè avevamo tante ore da fare in macchina che avremmo sfruttato per studiare un po sulle guide, un po perchè sarebbe stato inutile, essendo il nostro un itinerario molto vario e pieno di aspettative.

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Quindi arrivati nella capitale bosniaca abbiamo iniziato a studiarla, sicuramente è una citta che è visitabile a piedi, ma per alcuni posti è consigliato utilizzare la macchina o un taxi. I mezzi pubblici non li abbiamo mai usati quindi non so darvi info utili.

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Abbiamo visto:

  • Ponte Latino (Latinska ćuprija): è uno storico ponte ottomano che attraversa il fiume Miljacka. Il 28 giugno 1914 all’altezza del ponte, all’incrocio con una strada posta sulla riva destra del fiume Miljacka, il giovane Gavrilo Princip sparò all’erede al trono dell’impero austro-ungarico Francesco Ferdinando d’Asburgo-Este. L’attentato fu la scintilla che fece deflagrare la prima guerra mondiale.
  • Sebilj (Себиљ): Si tratta di una fontana in stile moresco situata nel cuore del bellissimo centro storico della città. Il nome Sebilj deriva dall’arabo e indica in generale le fontane pubbliche che hanno forma di chiosco.
  • Moschea dell’Imperatore (Careva džamija Sarajevo): È stato costruita da Isaković-Hranušić, che la dedicò al Sultano Maometto II, il conquistatore di Costantinopoli. È considerata una delle più belle moschee del periodo ottomano nei Balcani, la moschea dispone di ampi dettagli decorativi interni di qualità elevata, come il miḥrāb.
  • Avaz Twist Tower: Per vedere tutta la parte nuova e vecchia di Sarajevo
  • Tunnel di Sarajevo: (Tunel D-B): Per raggiungere questo posto dovete per forza avere un mezzo, non è neanche segnalato ma se cliccate sul nome l’indirizzo è giusto.  Fu costruito dagli assediati bosniaci il tunnel di Sarajevo, con lo scopo di collegare la città di Sarajevo, che era stata interamente isolata e circondata dalle forze serbe, con un’altra e molto più estesa parte del territorio bosniaco, passando al di sotto dell’area neutrale dell’aeroporto istituita dalle Nazioni Unite.A partire dal gennaio 1993, fu scavato il tunnel di Sarajevo da parte di volontari bosniaci che lavoravano a turni di 8 ore. La galleria fu completata a metà del 1993, il che permise alle riserve alimentari e agli aiuti umanitari di raggiungere la città, e alla popolazione di fuggire. Il tunnel fu una delle principali vie per oltrepassare l’embargo internazionale di armi e per fornire ai combattenti nella città le armi necessarie. In effetti, si è spesso detto che il tunnel abbia salvato Sarajevo.Il tunnel era alto 1,60 mt. con larghezza media di circa 0,80 m, e si estendeva per circa 800 metri di lunghezza.
  • Sarajevo Bobsled Track: per raggiungere i vecchio percorso delle Olimpiandi 1984 bisogna prendere una funivia che porta in cima al monte Trebević. Vi consiglio di fare solo l’andata perchè il ritorno è interessante farlo a piedi tra le casette rovinate dalla guerra e le mucche che pascolano, lungo una stradina ben segnata. La pista da bob oggi è un museo a cielo aperto, con graffiti e disegni, ma anche segni di guerra essendo stata utilizzata come trincea dai Serbi durante l’ultima guerra.

Sarajevo non è solo questo, quelli elencati sono i PDI più importanti. Ovviamente ce ne sono tantissimi in base a gusti e curiosità.

Sarajevo è una città che ha vissuto la storia di tante guerre, a partire dall’e invasioni ottomane fino ad arrivare agli anni 90, con gli ultimi scontri con la Serbia. Su wikipedia è spiegata molto bene la situazione delle guerre Jugoslave, anche se penso che ancora oggi non sappiamo tutto e soprattutto nulla e totalmente risolto (Vedi il Kosovo che ancora non è uno stato riconosciuto)

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Cosa mangiare invece a Sarajevo?

Posti ce ne sono tanti, anche se capitate in quelli turistici non spenderete tanto. Vi consiglierlo però solo uno, quello con il miglior Ćevapi  che ho mangiato in bosnia.cevapi 178x300 Sarajevo è ospitalità, cibo e cultura
Segnalato da un amico sono andato a cena al Ćevabdžinica Željo dove ho mangiato il migliore di tutti. Se non sapete cosa sono vi consiglio di leggervi qui, ma senza spaventarvi, perchè sono veramente strabuoni.

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Il posto è molto semplice, parlano a fatica inglese. Tavoli in esterno ma anche all’interno, ti siedi e puoi ordinare solo Ćevapi o  Pljeskavica, a scelta trovare qualche bevanda gassata e acqua oppure lo Yogurt (che assomiglia molto al Kefir) che è veramente strabuono e si addice perfettamente ad accompagnare il piatto [come i locali poi fanno].

Conto totale meno di 10€ in due, direi che è ottimo!

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Le rose di Sarajevo

Rosa di Sarajevo 300x200 Sarajevo è ospitalità, cibo e cultura Cosa sono? Granate! Si esattamente, e non sono una riproduzione, ma veri buchi fatti nel terreno o nelle pareti delle case. Hanno volutamente lasciato i segni addirittura colorandoli di rosso, per marcare ancora di piu il sangue che è stato versato nella capitale bosniaca a causa della guerra.

La storia delle Rose di Sarajevo è triste, così come quella dei Balcani. Eppure mostra chiaramente la voglia di andare avanti dei suoi abitanti, senza dimenticare l’orrore delle guerre, che tanto sangue hanno sparso per le strade della città.

 

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