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Across the Bosnia

La Bosnia l’abbiamo attraversata in lungo e in largo, incontrato persone stupende, mangiato ottimo cibo e bevuto ottime birre.

Continua il nostro viaggio di ricordi balcanici, dopo la tra la Serbia e il Montenegro abbiamo attraversato la Bosnia ovviamente.

Gia vi ho parlato di Sarajevo in questo articolo, città stupefacente e ricca di storia, da visitare una volta nella vita prima che “sia troppo tardi”, cioè prima che arrivi veramente il turismo di massa.
Oggi è sufficiente recarsici lontano dai classici periodi dove tutti fanno le ferie, basta andare in Giugno o Settembre/Ottobre per godersi a pieno la città, forse vedere lati un pò più autentici e non beccarsi i ristoranti pieni di tedeschi o ancora peggio di italiani..(si lo sapete benissimo che odio gli italiani in viaggio).

Bosnia mappa tragitto 253x300 Across the Bosnia

Ritorniamo sulla Bosnia, a partire dalla sua capitale è stata una vera sorpresa, intanto appena si varca il confine con la Serbia immediatamente il paesaggio cambia, inizia subito a inasprirsi, si vedono le prime montagne, si attraversano passi e scavalcano ponti sui fiumi.

Il nostro tragitto nel dettaglio lo puoi trovare sempre nella solita mappa nella pagina dei miei itinerari

Primo consiglio: controllate la vostra assicurazione, se ne avete una online come Genialloyd, richiedete un duplicato ORIGINALE della carta verde. Perche quella stampata che vi mandano via mail NON E’ VALIDA.

La carta verde è un documento assicurativo NON obbligatorio per legge. Un tempo molto importante per viaggiare all’estero, attualmente è del tutto inutile per la maggior parte degli assicurati italiani. Nella gran parte dei Paesi non serve più però, perché in virtù di accordi internazionali funge da prova valida il certificato di assicurazione italiano, documento che bisogna sempre tenere nel veicolo, in patria e all’estero, da esibire in caso di controllo.

Inizia a esserci un pò più di natura..e le macchine iniziano a calare..finalmente!

Subito ci accorgiamo di quanto cambi il paesaggio, diventa sempre più aspro. Le strade anche se è il 15 agosto sono scorrevoli e libere, si riesce tranquillamente a viaggiare ai 60/70 km orari. Ovviamente io consiglio di rallentare, innanzi tutto perchè la bosnia è strapiena di controlli a bordo strada, nel nostro tragitto abbiamo visto (e per fortuna non ci hanno mai fermato) tantissime pattuglie.

 

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Utili consigli per chi guida in Bosnia:

  •  Tenete le luci sempre accese, possono essere la prima scusa per essere fermati e ovviamente MULTATI
  • Tenere a portata di mano l’assicurazione
  • Non bere assolutamente prima di mettersi alla guida, lo consiglio sempre all’estero perchè è veramente un attimo che vi buttino in gattabuia
  • Non è necessaria nessuna patente internazionale
  • Attenzione agli animali
  • Fermatevi per godervi il paesaggio!

La cosa curiosa è come in bosnia siano molto attenti alla guida, all’entrata nel paese, quando ricevi i documenti doganali belli timbrati, ti consegnano anche una mini brochures dove ti danno i migliori consigli per la guida nel paese. Quello che consigliano maggiormente è di riposare circa 15 minuti ogni due ore di guida consecutive, consiglio non banale che dovremmo rispettare tutti. Anche perche se in bosnia ti distrai o ti addormenti al volante, e voli giu per una scarpata per me ti ritrovano tra una ventina d’anni.

Non ci sono guide Lonely Planet sulla Bosnia, ad oggi si puo trovare solo quella generica sui Balcani occidentali.

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Noi ci siamo documentati principalmente su internet, scrivendoci l’itinerario prima della partenza, o guardandolo la sera precedente prima di crollare come due pere cotte.


Cosa vedere in Bosnia?

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Ovviamente partiamo dalla capitale, Sarajevo!

Un mix di culture, di scontri a partire dall’impero Bizantino e Ottomano, fino ad arrivare a Roma e Venezia . Si mangia bene, sono tutti cordiali, e la  storia? Beh non credo di essere la persona adatta a raccontarla (oltre al fatto che avevo 5 in storia alle superiori).

A Sarajevo abbiamo dormito presso la Guesthouse Alifakovak, molto comoda per la posizione, un po meno per il parcheggio. Ma in questa città è impossibile parcheggiare ovunque tu vada.

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Konjic è una città della Bosnia ed Erzegovina che si trova nell’Erzegovina settentrionale, approssimativamente 50 chilometri a sud di Sarajevo. È in una zona montana e molto ricca di boschi.
Aveva una notevole importanza strategico-militare poiché controllava i collegamenti tra la capitale Sarajevo e la Bosnia ed Erzegovina meridionale.

Il ponte fu costruito nel 1682 e distrutto il 3 marzo 1945, il giorno della liberazione di Konjic. Con l’aiuto del governo turco e il comune di Konjic, il ponte ora è stato completamente rinnovato.

Mostar

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La città dei turisti e degli instagrammers, ahah si, io per primo ho fotografato il bellissimo ponte e pubblicato su instagram. Ma veramente c’è gente ovunque, il mio flash-paragone è stato “sembra di essere a San Marino”, ci sono solo negozi per turisti, ristoranti acchiappaturisti (dove ovviamente qualcuno si è VOLUTO ASSOLUTAMENTE FERMARE) e la fila per camminare.

Ovviamente si eravamo nel periodo di ferragosto, ma c’era veramente troppa gente rispetto al clima che avevamo vissuto fino a questa piccola città.

Ho un ottimo posto da consigliarvi per la cena, è  Tina-Irma dove si mangiano ottimi piatti locali. Consiglio di andarci presto perchè ha pochi tavoli ed è sempre pieno.

Cascate di Kravice

Cerchiamo di scappare da questo luogo di turismo di massa, il giorno seguente andiamo alle cascate di Kravice. Ecco anche quiIMG 0875 300x200 Across the Bosnia evitiamo di andarci nel periodo turistico. Un acquafan nella natura, vedevi 1000 tedeschi che si bagnavano nella stupenda acqua della cascata.

Riporto qui una fantastica foto esemplificativa.

Tutto questo turismo è presente perchè siamo vicini alla croazia, e alla fantastica Medjugore.

Blagaj

IMG 0859 300x200 Across the BosniaBlagaj è un villaggio situato nella regione sud-orientale del bacino di Mostar, nel cantone dell’Erzegovina-Narenta della Bosnia ed Erzegovina.

La Blagaj Tekke (o Tekija) è una antica costruzione della località di Blagaj, la cui origine viene fatta risalire alla dominazione ottomana della zona, e dunque al 1520 circa.
E’ una sorta di monastero, che ad oggi però ha perso la sua funzione religiosa diventando un punto di attrazione turistica.

Essendo un pò fuori da Mostar, non c’era tantissima gente. Ma comunque è strapieno di ristoranti!

 

Ci vorrebbe un mese per tutta la bosnia, un mese per scovare i suoi segreti, scoprire alcune zone ancora non turistiche, mangiare i cevapi nei migliori ristoranti. Mi ha affascinato..e da quanto ho scritto probabilmente si vede 😀

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